Eroi sono quelli che costruiscono la pace

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quaderno Boschet

La grande guerra vista con gli occhi di un bambino

La grande guerra vista con gli occhi di un bambino

Testi di Sandro Cappelletto
Musica di Claudio Ambrosini
per soprano, coro maschile, pianoforte, tromba, percussioni e voce narrante

Teatro Da Ponte – Vittorio Veneto
Venerdì 20 aprile ore 20:45
Coenobium Vocale
dir. Maria Dal Bianco

All’inizio dell’autunno del 1917, Giuseppe Boschet è un bambino di appena tre anni, nato nella campagna veneta. Finita la guerra, inizia la scuola elementare, impara a leggere e scrivere, incontra una meravigliosa maestra che chiede ai suoi alunni di raccontare “i fatti della guerra”.

E lui racconta. Ricorda e racconta, senza chiedersi perché, di chi la colpa, da che parte – se mai ce ne fosse una – stia la ragione, dove il torto. I suoi temi, scritti su un quaderno dove ancora si vedono le macchie dell’inchiostro, la sua lingua, dove italiano e dialetto si incontrano con inventiva naturalezza, hanno la potenza di un reportage dal fronte, l’incanto di uno sguardo acutissimo e puro, lo stupore assoluto di cui sono capaci i bambini.

Parole che, per la commozione, quasi si fa fatica a pronunciare, una lettura che non si dimentica più.
Sandro Cappelletto

La Grande Guerra (vista con gli occhi di un bambino) è una favola vera per coro maschile, soprano, voce narrante e strumenti liberamente tratta dal quaderno di scuola di Giuseppe Boschet, da parole di Nelson Mandela e da versi di Anna Achmatova; la musica è del compositorie veneziano Claudio Ambrosini, l’adattamento testuale e la drammaturgia di Sandro Cappelletto.

La voce narrante, in continuo dialogo con il coro e gli strumenti, fa rivivere i ricordi del bambino Giuseppe Boschet legati alle vicende della Grande Guerra. Indelebilmente impressi nella sua memoria (allora ha poco più di tre anni), sono una testimonianza originalissima di quei tempi tragici; lucide e acute, nella loro ingenua spontaneità, le sue parole sanno penetrare a fondo nel dramma storico e, intrecciandosi alla dolorosa memoria collettiva, con la loro assoluta semplicità sono capaci di commuovere mente e cuore, lasciando un segno profondo in chi ascolta.

Gli interventi corali, interpretati dal Coenobium Vocale, scandiscono, come stasimi tragici, i nove episodi dell’opera, partecipando, nel linguaggio personalissimo di Ambrosini, ai sentimenti del bambino e commentando i fatti della guerra con alcuni densi versi di Anna Achmatova e dei brevi passaggi tratti dei discorsi e dagli scritti di Nelson Mandela. «Tutti e due, – scrive Cappelletto – vissuti nel Novecento sotto diverse dittature, hanno conosciuto la guerra, la prigionia, la più spietata oppressione. Ma non hanno mai odiato, hanno ostinatamente continuato a credere che per l’essere umano sia possibile amare gli altri esseri umani».

Il soprano Sonia Visentin, unica voce femminile nell’opera, in una lunga aria canta il dolore che accomuna, in guerra, tutte le donne: la madre, la sposa, la vedova, la sorella, la fidanzata, la figlia.

Gli strumenti – il pianoforte di Matteo Liva, la tromba di Matteo Perenzin e le percussioni di Giulio Somma –, nell’intreccio dei loro peculiari timbri, dipingono la scenografia sonora di questa favola vera, con «una tavolozza essenziale per rendere qualcosa di affine a una pittura naïf o a un ex voto, di quelli che s’incontrano talvolta nelle chiesette o sui capitelli nei sentieri di montagna» (C. Ambrosini).

In scena al teatro La Fenice di Venezia il 13 dicembre 2014 per la prima assoluta, l’opera è stata replicata all’Auditorium San Domenico di Foligno (24 maggio 2015), al Teatro dell’Istituto Canossiano di Feltre (28 giungo 2015), al teatro Millepini di Asiago (29 luglio 2017) e alla Gipsoteca Canoviana di Possagno (8 agosto 2017). La registrazione dell’esecuzione di Foligno è stata recentemente trasmessa su Radio3 Suite.

La Grande Guerra (vista con gli occhi di un bambino) costituisce la prima parte di un concerto dal titolo complessivo di Eroi sono quelli che costruiscono la pace. La seconda parte – Canti di guerra e di pace. Europa 1914 -1918 – è un percorso tra canti italiani, francesi, tedeschi, americani e slavi, accompagnati dalla lettura di alcuni passi tratti dal romanzo Il grande balipedio dello scrittore veneziano Carlo Della Corte (1930-2000), ambientato durante la Grande Guerra sul fronte dell’Isonzo.